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Nato
a Misericordia (Arezzo) il 27 ottobre 1952, attore e regista
italiano è sposato con l'attrice Nicoletta Braschi.
Della sua infanzia (vissuta nella povertà) si sa poco
o nulla. L'attore
stesso non ne parla e ironizza definendosi magro, piuttosto
bruttino e senza denti, e anche un po' peloso.
La sua carriera artistica sembra l'inizio di un film. Lascia
Vergaio, il
paesino dalle parti di Prato dove vive, nel 1973. E con una
chitarra e treamici si avvia verso Roma: il quartetto debutta
di lì a poco al Teatro de'Satiri.
Benigni, con il suo modo divertito e divertente e l'inconfondibile
accento toscano, coinvolge lo spettatore. Godendo di un consenso
praticamente incondizionato da parte del pubblico. Ma dietro
l'ilarità che i suoi film e gli spettacoli producono,
non c'è solo mestiere e improvvisazione, ma
cultura: a cominciare dai saggi sul riso di Henri Bergson. E
affermazioni, dette dall'attore quasi per caso, come l'umorismo
è la contraddizione della comicità: lo dice Schopenhauer.
Ma Benigni se la ride: non vuole teorizzare i propri lavori,
ma viverne la vivacità. E ribadisce che il divertimento,
la comicità, sono cose che l'hanno sempre attratto, fin
da bambino. Esordisce sul grande schermo nel film "Berlinguer
ti voglio bene, 1977", nella parte di Mario Cioni e al
cinema alterna da sempre spettacoli teatrali e sortite televisive.
Dagli inizi di Televacca a "L'altra domenica", dal
Festival di Sanremo ai suoi celebri duetti con Pippo Baudo e
Raffaella Carrà.
Dal 1988 il suo successo diventa internazionale con "Il
Piccolo Diavolo", dove recita accanto ad un grande attore
come Walter Matthau. Dopo la buona prova di "Johnny Stecchino",
1991, Blake Edwards lo chiama per interpretare "Il Figlio
della Pantera Rosa", maldestro erede dell'indimenticabile
Ispettore Clouseau. Dopo "Il Mostro", nel 1994, Benigni
cambia registro. E nel 1998 con un'ilarità amara, diversa
dl solito, diventa
il protagonista di "La vita è bella": vincendo
il Gran Premio della Giuria a Cannes. Come rendere sopportabile
ad un bambino innocente la tragedia dell'olocausto, vissuta
all'interno di un campo di prigionia. Il film non può
concorrere all' assegnazione dei Golden Globe, poiché
uscito nel 1997 e, per una questione di regolamento, non può
partecipare all'assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti
cinematografici attribuiti all'Associazionestampa estera. Roberto
Benigni, il 24 gennaio, si accontenta di presentare la serata
dei Golde Globes a Los Angeles, a fianco di Jamie Lee Curtis,
Anthony Edwards e Peter Fonda. Ma l'attore toscano, nel tripudio
generale, viene candidato a sette premi Oscar. Nella grande
notte delle stelle del 21 marzo '99, conquista tre prestigiose
statuette, vincendo l'Oscar come Miglior Film Straniero, Miglior
Attore Protagonista e Miglior Colonna Sonora (a Nicola Piovani).
Nel 2001 è ancora dietro la macchina da presa per dirigere
il film Pinocchio, la favola del burattino di legno scritta
da Carlo Lorenzini - in arte Collodi. Roberto è il protagonista
e al suo fianco, come sempre, lamoglie Nicoletta Braschi nel
ruolo della fata turchina.
Attore
(2002)
Pinocchio
- Pinocchio
(1999)
Asterix e Obelix contro Cesare
- Lucius Detritus
(1997)
La vita è bella
- Guido Orefice
(1994)
Il Mostro
- Loris
(1993)
Il figlio della pantera rosa -
Chief Inspector Jacques Clouseau Jr.
(1991)
Johnny Stecchino
- Dante/Johnny Stecchino
(1991)
Taxisti di notte
- taxista
(1989)
La voce della luna
- Ivo Salvini
(1988)
Il piccolo diavolo -
Giuditta
(1986)
Coffee and Cigarettes
- Bob
(1986)
Daunbailo
- Roberto
(1984)
Non ci resta che piangere
- Saverio
(1983)
Effetti personali -
(1983)
Tu mi turbi -
Benigno
(1983)
Tutto Benigni
- Se stesso
(1981)
Minestrone -
(1981)
Il Pap'occhio -
Benigni
(1981)
Anche i ladri hanno un santo -
(1979)
I Giorni cantati -
(1979)
Letti selvaggi -
Cameo appearance
(1979)
La Luna
- Upholsterer
(1979)
Chiedo asilo
- Roberto
(1979)
Chiaro di donna -
(1977)
Berlinguer ti voglio bene -
Cioni Mario
(????)
Cinématon -
Produttore
(1994)
Il
Mostro
Regista
(2002)
Pinocchio
(1997)
La vita è bella
(1994)
Il Mostro
(1991)
Johnny Stecchino
(1988)
Il piccolo diavolo
(1984)
Non ci resta che piangere
(1984)
L'addio a Enrico Berlinguer
(1983)
Tu mi turbi
Sceneggiatore
(2002)
Pinocchio
(1997)
La vita è bella
(1994)
Il Mostro
(1991)
Johnny Stecchino
(1988)
Il piccolo diavolo
(1986)
Coffee and Cigarettes
(1984)
Non ci resta che piangere
(1983)
Tu mi turbi
(1979)
Chiedo asilo
(1977)
Berlinguer ti voglio bene
Recensione
di Gianpaolo Marchioni
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